giovedì 28 febbraio 2013

E chi un lavoro ce l'ha già, e non può raggiungerlo?


Un ponte per la vita. Se fosse una campagna, la chiamerei così. Perché c'è la vita dei siciliani, c'è la vita della nostra terra e dei suoi buon frutti a rischio. Con il ponte non è crollato solo pietra e piloni, ma anche la speranza di non essere soli.

UN MESE il 4 Marzo, dal crollo del ponte Verdura.
Rabbia e indignazione nelle parole di molta gente disillusa e scoraggiata da quanto ogni giorno sente dire a proposito del ponte e la vicenda burocratica che lo riguarda.
Il 27 Febbraio è scaduto il termine per la presentazione dei progetti da parte delle ditte. Se nessuna azienda esclusa opporà ricorso, le operazioni partiranno il 2 Marzo, poi 40-45 giorni per l'attuazione dei lavori, ma non di ricostruzione, ma di "rattoppamento"  per riaprire il traffico a un solo senso di marcia.
Si tratta di riavere il ponte Verdura "accomodato" ( a modo loro) con tubi e passerella dopo tre mesi dal crollo... ma non è verosimile? E' pur vero, che la competenza è dell'Anas la quale ha approvato questa soluzione progettuale.

Il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, ha dichiarato lo stato di calamità per accelerare l'iter dei lavori.
Eppure, il ponte è lì, per metà giù, logoro e divorato dallo scorrere dell'acqua sottostante, mentre una provincia si ferma e la Sicilia occidentale si spacca in due.

Sembrava che, inizialmente, dovessse intervenire il Genio civile per costruire uno di quei ponti d'acciaio con struttura a traliccio, utilizzati per calamità gravi come in questo caso.
Un'altra possibilità era di poter dirottare il traffico veicolare sul vecchio ponte ferroviario Macauda, oggi parte del patrimonio immobiliare di proprietà della società Rocco Forte, titolare del Verdura golf and spa resort. Ma nulla di fatto.

Ancora oggi, e non si sa ancora per quanto con certezza, Tir carichi di arance, tanti lavoratori, pendolari, turisti sono costretti a deviare per una stradella di campagna che tale è rimasta finora. Sono stati avanzati dei lavori  di recupero, ma le abbondanti piogge hanno peggiorato la situazione. 
Lungo quel percorso si susseguono avvallamenti e pericolosi dossi, tanto che un auto bassa rischia di rimanere in panne.
Condizioni disumane che in molti devono affrontare per andare a lavoro ogni giorno. Una strada che allunga il percorso di ben 40 km e palesemente inadeguata a sorreggere un traffico come quello della Statale 115.

TIRIAMO LE SOMME.
Se oggi ci preoccupiano (almeno in teoria) dello spread o del lavoro... non ci curiamo abbastanza di tutelare chi un lavoro ce l'ha già, chi per raggiungerlo rischia la vita ogni giorno. Ma ricordiamoci che siamo in Europa, siamo in Italia, siamo in Sicilia, siamo in una provincia che è la più povera del Paese.
E continuiamo a chiaccherare? A perdere tempo, quasi come si si volesse distruggere quel poco di economia che alimenta le casse dei comuni della provincia agrigentina, come se si volessse far disperare la gente del territorio, ormai abbandonata a se stessa. Come se fosse una dittatura a partito unico, in cui gli "altri" non hanno alcuna voce in capitolo. Possono "solo" protestare, in silenzio.
Non si tratta adesso, di smuovere le acque, ma di smuovere le pietre una ad una.
Altro che prendere parola, nella terra di nessuno, anche se gridi nessuno ti ascolta, anzi qualcuno fa finta di non sentire. Facile, anche troppo. Furbo chi ha intenzione di guadagnarci? Non direi.
E' un problema che si dipana alle spalle di tutti, sulla schiena dei cittadini, e pian piano tutti ci rimetteranno.
Anche i "furbi".

Lucia G.
Perché sono bastate le piogge abbondanti unite al passaggio dei mezzi per rovinare il fondo di stabilizzato, con materiale di cava, che era stato messo nel tratto non asfaltato di oltre 400 metri nelle immediate vicinanze del fiume. Avvallamenti e pericolosi dossi, per affrontare i quali è necessario almeno un fuoristrada 4X4. Un auto un po’ più bassa può restarci impantanata. - See more at: http://www.sicanianews.it/la-strada-scririnda-tragaleggi-e-impraticabile-a-proposito-di-soldi-buttati/#sthash.xR3mWVka.dpuf
Perché sono bastate le piogge abbondanti unite al passaggio dei mezzi per rovinare il fondo di stabilizzato, con materiale di cava, che era stato messo nel tratto non asfaltato di oltre 400 metri nelle immediate vicinanze del fiume. Avvallamenti e pericolosi dossi, per affrontare i quali è necessario almeno un fuoristrada 4X4. Un auto un po’ più bassa può restarci impantanata. - See more at: http://www.sicanianews.it/la-strada-scririnda-tragaleggi-e-impraticabile-a-proposito-di-soldi-buttati/#sthash.xR3mWVka.dpuf
Perché sono bastate le piogge abbondanti unite al passaggio dei mezzi per rovinare il fondo di stabilizzato, con materiale di cava, che era stato messo nel tratto non asfaltato di oltre 400 metri nelle immediate vicinanze del fiume. Avvallamenti e pericolosi dossi, per affrontare i quali è necessario almeno un fuoristrada 4X4. Un auto un po’ più bassa può restarci impantanata. - See more at: http://www.sicanianews.it/la-strada-scririnda-tragaleggi-e-impraticabile-a-proposito-di-soldi-buttati/#sthash.xR3mWVka.dpuf

martedì 26 febbraio 2013

Tornare al voto? "Bastano solo" altri 400 milioni di Euro

A malincuore e con grande stupore di molti e non, le elezioni 2013 sono appena terminate. Qualcuno allude ad un ritorno al voto, magari con la stessa legge elettorale, per trovare una soluzione al rischio di ingovernabilità del Paese.
Ma quel qualcuno si è reso conto di quanto lo Stato o meglio i cittadini hanno sborsato per finanziare queste "benedette" elezioni?!
Ci si ripete spesso quanto siano elevati i costi della politica, ma in questo caso vediamo nello specifico i costi delle elezioni. Tutti i cittadini sanno che sono loro a pagare le spese elettorali, finanziando così  dalla matita copiativa sino alle facilitazioni di viaggio di cui molti avranno usufruito.
Sono state distribuite sei matite copiative per ogni seggio, per  un  totale di 369.576  pezzi. I seggi elettorali sono stati 61.596 (371 in più rispetto al 2008) e ognuno di questi seggi è costato 6.315 € (il 13,2% in più rispetto alle votazioni di cinque anni fa, quando il costo di ogni seggio corrispondeva a 5.578 €).

In parole povere, le Elezioni 2013 sono costate alle casse dello Stato ben 389,50 milioni di Euro, con un aumento dell'11% rispetto al 2008.

I dati. Il Ministero dell'Interno ha erogato 73 milioni per le esigenze di ordine pubblico (21.154 poliziotti, 21.154 carabinieri, 11.526 finanzieri, 3.268 forestali, 300 poliziotti penitenziari, 3.638 vigili urbani, 585 poliziotti provinciali), 223,15 milioni di euro hanno coperto le spese per i seggi elettorali, compresi i compensi per presidenti, segretari e scrutatori (anticipati dai comuni), 9,80 milioni per le facilitazioni di viaggio per gli elettori che tornano nei comuni di residenza, 2,13 per il sistema informatico e di telecomunicazioni, 1,92 per il personale e la logistica e 5 milioni per la struttura per le politiche sul personale del Ministero dell'Interno.

Costi che continuano a lievitare sensibilmente. Un fatto che risulta incomprensibile è che ci sia ancora la necessità, nell'era digitale che  abbatte i costi e velocizza la burocrazia, di usare quantità impressionanti di carta, cartoni, timbri, buste e quant'altro. L’Italia si affida ancora a pratiche vecchie e superate. Nel nostro paese, infatti, si vota nella stessa maniera di cinquanta anni fa, con la differenza che a ogni elezione, le spese aumentano sempre più. 

L’ultimo aspetto che incide non poco sul costo delle elezioni è il numero dei candidati presentatisi: tra Camera e Senato sono stati 16.000, quasi 6.200 in più rispetto alle ultime elezioni politiche quando non si superarono i 10.000. Se si guardano le percentuali: alla Camera i candidati sono il 70% in più rispetto al 2008, mentre al Senato “solo” il 51%...*
Così i cittadini che si sono recati alle urne avranno notato molte più liste e soprattutto molti più nomi del 2008. Tutto questo è paradossale, se si considera che l’elettore non ha nessun potere riguardo alla scelta dei propri rappresentanti, poiché non sono previste indicazioni di preferenza.

E nonostante la situazione sociale ed economica difficilissima, dati i risultati delle elezioni, qualcuno ha il coraggio di dire:  "Torniamo alle urne".
Ci sarebbe anche la possibilità di tornare a votare per un solo ramo del Parlamento, che potrebbe appunto essere il Senato, così come previsto dall’articolo 88 della Costituzione: “Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse (...)".
Intanto, il popolo dei Grillini esulta, il Pd ne esce nervoso probabilmente per aver sottovalutato l'ondata del Movimento e la rimonta del Pdl... ma c'è poco da festeggiare. Tutti hanno vinto e tutti abbiamo perso.
  
Volgendo uno sguardo alla stampa estera ne abbiamo una minima conferma:
STAMPA USA  - "Paralisi politica" (Usa Today)
STAMPA RUSSA - “L'Italia si ritrova in una situazione comica” (Gazeta)
STAMPA SPAGNOLA - Un'Italia ingovernabile
STAMPA FRANCESE - “Italia: minaccia di un blocco politico dopo le elezioni” (Le Figaro)
STAMPA BRITANNICA - "Una minaccia per l’euro"  (Guardian)
STAMPA GIAPPONESE - Gli italiani sono "stanchi del risanamento e hanno scelto il populismo" (Sankei)

Lucia G.


 * Dati estratti da Il Sole 24ore

sabato 23 febbraio 2013

"Amare chi ci toglie la libertà"

"Chi si pone fuori dal sistema, finisce per trasformarsi nel mostro che giustamente combatte".
Non è solo un'affermazione, è un legge che si ripete nella storia.  

La nostra Italia galleggia in un brodo di ingiustizie, di disillusione e di rabbia. Il 50% degli elettori (sondaggio Sole24ore) si dichiara schifata dai partiti. Ecco che la società diventa un trampolino per chi si fa carico di questa rabbia e di queste ingiustizie, di chi si innalza a salvatore della Patria.
Un ideale, una causa, il Bene comune, incarnato da un leader, da un movimento, da un partito.

Per questa riflessione ho trovato spunto da un articolo de La Repubblica.
E' FREUD che ci parla benissimo di questo. Una forma di populismo contemporaneo che si nutre di pubblicità e di social networking. Oggi si va alla ricerca di un nuovo paladino che possa accontentarti, "liberarti".
LIBERTA': Il concetto su cui preme Freud in tema di demagogia. Un demagogo, il cosiddetto padre-padrone, promette, e non promette altro che liberarti "dalle tasse, dalla vecchia politica, dalle istituzioni..." e tu, non puoi far altro che annuire. Perché è quello che vogliono tutti, o almeno apparentemente.
"Amare chi ci toglie la libertà". La libertà comporta grandi responsabilità, ecco perché il padre-padrone promettendo il "progresso" accoglie quei figli, che temendo la precarietà economica, sociale, esistenziale, corrono da lui. Un leader in cui identificarsi che possa, con il suo carisma così ammaliante, spegnere ogni nostra facoltà critica.
Oggi si parla tanto di anti-politica. Abbiamo bisogno di rinnovamento, è vero.
Ma noi  abbiamo anche bisogno della politica, nel vero senso del termine, dell'amministrazione della cosa pubblica, solo che siamo stanchi di quella "Roma Ladrona" e di chiunque si presti a giochetti contorti alle spalle degli italiani.
Se qualcuno vuol porsi al di fuori di questo sistema, della mediazione mediatica e del confronto politico, finirà comunque col generare il mostro che giustamente combatte!
I leader d'oggi non vogliono sottomettersi alla Legge, se non quella che essi stessi pretendono di rappresentare come "nuova". Ma questa è una storia già sentita. E le loro promesse sembrano diventare veri ricatti morali.
Soluzioni  come: "Restituire i soldi dell'Imu" o ""Non pagare più il debito pubblico", sono proposte eguali e auto-distruttive. E chi pagherà, allora, il buco delle già fragili finanze italiane?!
Tutti vediamo quanto poco faccia la classe politica dirigente per diminuire quel fossato creatosi tra loro e noi gente comune con i nostri problemi quotidiani.

In tanti pensiamo che non ci sia un alternativa valida e convincente al 100%. Abbiamo paura. Non è passato molto da quando l'Italia ha toccato il fondo.
Dobbiamo credere però che non sarà un'unica persona a cambiare magicamente le nostre sorti. Eppure, oltre i nostri mille doveri, il cambiamento inizia dai vertici ed è da lì, infatti, che dovrà partire una richiesta che avanzano tutti: RESPONSABILITA'. 
Forse, è la solita ramanzina dei giornali di questi giorni.
Ma non dobbiamo farci distrarre dagli spettacoli per non pensare ai problemi veri e ai cambiamenti necessari.
Per uscire da questa crisi è essenziale tanto coraggio, sobrietà e trasparenza. Non facciamoci accecare dalla rabbia, non ha mai portato a nulla di buono e se è vero che "anche se non condivido la tua idea, darei la vita per far sì che tu la esprima", non perdiamoci d'animo e azioniamo il NOSTRO pensiero, con le nostre parole, verso i nostri reali bisogni.

mercoledì 20 febbraio 2013

E io, per chi voto?!


Non starò ad elencare i signori politici della "cara" campagna elettorale, eppure a forza di urla, promesse, metafore, cagnolini, catene e sarcasmi...forse, siamo tutti un po' confusi!

Proprio qualche giorno fa, nei pressi di Largo Chigi a Roma, quando una giornalista dietro di me, ha chiesto a un passante se sapesse già chi votare,  ho pensato, forse come tanti: "E se adesso lo chiede a me, cosa le rispondo?". Allontanandomi, ho fatto in tempo a sentire la risposta del signore intervistato: "Non lo so e non so cosa mi potrà far cambiare idea".

Sul bus,tornando a casa, la prima risposta che mi è venuta in mente è stata: "So per chi Non votare". Come sempre, si inizia dalle cose negative. C'è chi veramente non mi ha convinto, c'è chi mi ha dissuaso dalle mie convinzioni, c'è chi mi ha lasciato esterrefatta. D'altro canto, ho avuto anche la mia conferma di questa politica dove ormai "piove sul bagnato". Non penso di essere l'unica, anche il comico Crozza in un suo intervento, aveva detto che era stanco di questa campagna elettorale.

Pare dai sondaggi che gli italiani indecisi si aggirino all'11% circa,  è dichiaratamente astensionista l'11,5 %, mentre chi ha già decretato si attesta al 69%. Una buona percentuale. Peccato che questa campagna ci lasci un po' d'amaro in bocca. Qualcuno crede veramente nel voto che segnerà, qualcun'altro lo farà con rabbia senza avere alternative, ma consapevole dell'importanza del proprio gesto, infine rimane chi pensa che "se effettivamente valesse qualcosa, non ce lo lascerebbero fare". L'astensionismo sarà anche a causa di una certa  intolleranza di questa politica che puzza ormai di marcio. Eppure, sarebbe un grave errore: arrivare ancora incerti al giorno dell'elezioni o addirittura scegliere di non dare il proprio contributo. Sarebbe come far vincere un impulso emotivo che vorrebbe trovare ragione ma non ce l'ha, sarebbe come fidarsi  dell'istinto quando qui c'è in gioco il nostro futuro ed è nostro dovere giocare tutte le carte a disposizione. Dobbiamo scommettere: in ogni caso.

In effetti, anche a confronto con le elezioni di altri paesi, le nostre si rivelano anche un po' particolari. C'è chi va solo in TV, c'è chi va solo in piazza (forse?) e poi tutti litigano come matti. Invece di schermirsi (con brutte parole e a volte anche con lusinghe), di colpevolizzarsi a vicenda e trovare un misero capro espiatorio per ogni evento che salta fuori... perché non discutere, argomentare e confrontarsi sulle proposte avanzate? Che stiamo ad ascoltare noi allora?
Questi ruba bandiera, questi giochetti mi sanno proprio d'infantile, in tutte le campagne elettorali accade che ci si provochi tra contendenti...ma non fino a questo punto.
Inoltre, durante queste elezioni si è fatto un grande utilizzo dei mezzi di comunicazione, soprattutto TV e talk show. Di parole perciò ne sono girate abbastanza, un po' a vuoto, a meno che non fossero battute, gaffe che potessero dar luogo a spettacoli, equivoci e via dicendo.
Tante promesse che si spera vengano ricordate anche dopo, e se si batte sempre sulle stesse cose si tralasciano altri problemi e di quelli seri.

Un "esempio". 
Da un'analisi dell'Economist emerge che "l’economia italiana sia andata a picco". Nella classifica della crescita, negli ultimi dieci anni (2001-2011) l’Italia risulta il terz’ultimo Paese al mondo (190 paesi). E' cresciuta solo dello 0,2% in dieci anni, come dire che è rimasta ferma. Hanno fatto peggio di noi solo lo Zimbabwe (-5,1%) e Haiti (+0,1%), il primo devastato da Mugabe, il secondo da un catastrofico terremoto*.
Di riforme se n'è parlato?
Forse, non dovrebbero trattare solo di politica, ma anche di cultura e della nostra società... perché se è vero che abbiamo bisogno di una rivoluzione, dovrebbero quanto meno mostrarci una Strada.




*“Pocket World In Figures 2013” dell’Economist

Lucia G. 

lunedì 18 febbraio 2013

Perché "tarpare le ali" ai giovani?


Troppo spesso si sente parlare di giovani delusi e amareggiati, perché c'è chi con la pretesa di essere "grande" taglia loro le gambe, impedendogli di poter faticare e imparare a camminare da soli.

Durante una lezione, l'ennesima perla di saggezza: "Abituatevi a uno stipendio da poveri. Avrete belle soddisfazioni, ma non ora. Aprite gli occhi: in giro c'è un sacco di gente che vuole sfruttarvi, prosciugare il vostro entusiasmo e la vostra euforia, la vostra voglia di fare e di lavorare. Perché "lavorerete" gratis".

Non è stata solo quella ragazza già del mestiere ad avvisarmi o ad aprirmi gli occhi. Oggi ormai, basta accendere la televisione o la radio per sentire discorsi del genere. Circa un anno fa, un professore ci ha chiesto: "Volete fare il giornalista e qualcos'altro? Bene, fate altro allora".
Un giovane che cerca di essere un po' lungimirante si trova spesso di fronte un buio pesto, ma con una piccola luce di speranza. Quella speranza che nutrono con te genitori, amici e fidanzati che ti ispirano fiducia e confidano in te.
Però a volte, capita di soffermarti e pensare se questa sia la strada giusta, se si poteva fare altro, se vista la fortuna che si ha di una famiglia che ti sostiene, avresti potuto investire i sacrifici altrove, in qualcosa di meno rischioso. Però poi ti viene da sorridere...è inutile. Tutto oggi è rischioso, anche andare a fare la spesa e pensare di poter risparmiare: quei 50 € una volta scambiati, finiranno. Ma è la vita. E non voler più mettere il piede fuori casa non è vita, se non hai voglia di aprire la finestra e vedere se oggi c'è il sole, non sarà il modo giusto per affrontare la giornata.
Perché se a volte ti senti un "inetto" è perché hai delle aspettative dal mondo e hai paura di ciò che il mondo chiederà a te.

Oggi, anche ieri ma in maniera diversa, la vita è un continuo colloquio di lavoro: descrivi le tue capacità e magari illustri i tuoi progetti, i tuoi lavori...a volte qualcuno concentra l'attenzione su di sé dicendo cosa cerca o cosa si aspetta da quella azienda, dimenticando che è l'azienda ad assumerti e che sei tu a dover convincere loro di cosa puoi offrirgli.

All'infuori di metafore e allegorie, nessuno di noi può credersi un eroe.  Anzi se qualcuno riesce a beccare la musica giusta che gli dà la forza di "spaccare tutto", allora che ne approfitti subito per poter rischiare, perché l'indomani si sveglierà ripensando a quelle parole così amare, da non aver voglia di aprire la finestra.
Eppure sarebbe troppo noioso e codardo rimanere nel letto... prima poi chiunque avrà fame di giustizia, di soddisfazioni ma di quelle vere, di vincere quelle sfide che si era preposto a 18 anni, che a 20 ne ha quasi paura, ma che a 30 ne conoscerà almeno il profumo.




giovedì 14 febbraio 2013

Ma l'Amore è un concetto culturale o un fatto naturale?


Per la festa degli innamorati non poteva mancare un'ulteriore riflessione per dare una botta secca alla carie che avete accumulato ieri, ormai,  tra dolcezze, smancerie e doni di San Valentino.

Prima di scrivere qui, mi piace e ritengo logico fare un giro sui Social Network, il "nostro pane quotidiano" per la mente (?!). 
Ebbene, qualcuno ha già optato per festeggiare San Faustino che pare sia il patrono dei singles, ma sapete il perché?

San Faustino è un nome latino che indica qualcosa di propizio, ecco perché è stato scelto dai singles come patrono, oltre ad esserlo della città di Brescia. E' come un augurio a trovare l’anima gemella, insomma.
Sono in molti però a considerarla un festa anti - San Valentino, anche se riflettendoci, andare a una festa il 15  Febbraio diventa un modo anche per incontrare qualcuno nello stesso status e da cosa nasce cosa... 

Per altri sarà San Crispino occasione di festeggiamenti, ma Ottobre sembra lontano e dalle ricerche emerge che questo Santo sia in realtà il patrono dei calzolai, più che degli "amici di Bacco"... 

C'è chi ieri sera si sarà deliziato con una cenetta come tutti s'immaginano questa festa, in un bel quadretto: a lume di candela, magari sulle note di un violino stonato e un regalo che non  piacerà, a meno che non siano semplicemente rose e cioccolatini.

Mia madre ad esempio ha avuto la trovata di farmi gli auguri per telefono e di farli anche a mio fratello dicendo che oggi se è la festa di chi si ama, di certo lei rappresenta chi ci ama di più al mondo... Un po' di cinismo non mi manca, ma anche la sensibilità e questa mi ha fatto apprezzare queste semplici, forse anche banali, ma belle parole, perché dette da una mamma, col cuore.
San Valentino da occasione per incrementare le casse dei commercianti e per svuotare quelle di chi è "innamorato" è diventata ben presto anche un'occasione per dibattere su questo fatidico Amore.
Neanche al Festival di Sanremo saranno mancate parole e modi per farlo, anzi.

Se sembra scontato che in una famiglia ci sia amore, non è così. Se sembra banale parlare di solo amore in una coppia, non è così. In primis, si sa, l'amore è qualcosa di indefinibile, è un concetto assoluto e come tale parecchio confuso, non si sa da dove inizia e dove, se, finisce.
Credo che l'amore sia però un concetto culturale, non naturale. Si ama perché s'impara ad amare, perché si è amati. E quale sia la fonte di questo amore...lascio a voi la scelta. La famiglia deve giusto dare l'esempio, ma non sempre è così. 
La coppia si ama, ma ci sono altre componenti che ne rendono forte il legame. La passione, la sessualità...eppure, se si è lontani come si riesce ad amare lo stesso? E quando si diventa meno giovani o meno attraenti?
E se queste componenti dell'Amore con la A maiuscola fossero tutto frutto di un fatto psicologico invece che "chimico"? Forse dipendono dal valore, dall'importanza che l'uomo gli attribuisce... forse. 


L'unica cosa che so di certo e che anche spero è che l'amore: "Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. L'amore non avrà mai fine".  A voi le risposte, o meglio ad ognuno la "sua". 

Auguri! 





mercoledì 13 febbraio 2013

Il "fulmine a ciel sereno"


Anche se spesso le notizie ci evitano o siamo noi a non volerne sapere, certe volte non possiamo farne a meno almeno di sentirle...e un commento, un giudizio, che sia un pensiero non puoi non formularlo.

Un fotografo bravo e fortunato dell'Ansa pare abbia scattato un fulmine proprio nel momento in cui si scagliava sulla Cupola di San Pietro: simbolico, anche troppo. Che sia un "effetto Photoshop"o che sia l'ira divina, in ogni modo, l'immagine mi colpisce molto... Nonostante c'è chi dica che si tratti di un semplice temporale, è come se quel fulmine che preannuncia un brutto temporale, volesse farci riflettere. Che sia l'ennesima bufala, non lo so, certo è che oggigiorno perché si parli di qualcosa, di chiunque, viene sempre inglobata anche un parte allegorica, letteraria, come da giusto prodotto d'intrattenimento.
Riflettendoci: se quel fulmine prepara a un temporale, ecco che le parole del Papa, quella passate e attuali, la sua figura prima imponente ora apparentemente debole, ci sorprendono e ci colpiscono, predicendo in cuor nostro l'attesa di un avvenire colmo di come e di perché.

Mi spiace che tanta gente sui Social Network abbia malgiudicato la scelta del Papa, non so veramente quali cunicoli ci siano sotto San Pietro, è davvero troppo grande per i nostri occhi, ma una cosa appare veritiera.
Nello sguardo, nelle mani e nei gesti di Benedetto XVI, umanamente parlando, ho letto insieme a molti altri sofferenze: sofferenza spirituale, interiore prima di tutto. Si sa l'età avanzata c'è e non si nasconde, la croce è pesante e Lui non si è sottratto. Anche Gesù è stremato durante la Via Crucis  ed è aiutato a portare la Croce. Benedetto XVI o meglio Joseph Ratzinger aveva rilasciato una dichiarazione in cui diceva che: "Il Papa ha una responsabilità unica che gli è stata data dal Signore e che solo il Signore può ritirare". Ebbene, non è  detto che s'bbia da ritirare con la morte... e se in tal caso fossero questi i Piani di Dio?
Come la religione cristiana sostiene, per ognuno di noi Lui ha un progetto e siamo noi a scegliere la strada che sia la via più lunga o quella più breve.

Non potrei mai arrivare ad una conclusione, neanche il Papa stesso forse. Io, al momento, con ciò che so, ne ammiro l'umiltà, la lealtà e il coraggio. Con questo passaggio storico si dimostra nuovamente come anche la Chiesa possa crollare, nessuno di noi è unico e insostituibile, siamo tutti uomini e ogni tanto questo ci viene meno alla mente. Senza alcun accenno polemico, è bene affermare la propria posizione o la propria "scelta". Ed ecco la mia comprensione nei confronti di Chi per una volta contro tutto e tutti ha avuto il "coraggio" di farlo.

Lucia G.